Fragili – un progetto, un percorso.

 
PROGETTO “FRAGILE”

“Quando sono debole, allora sono forte” (S. Paolo).

 14 MARZO 2015

Teatro A.Zeppilli di Pieve di Cento    

Sabato 14 Marzo ore 9,00 spettacolo-evento rivolto  agli studenti delle Scuole Superiori del territorio e , a seguire alle ore 21,  rappresentazione  aperta alla Cittadinanza.

Con il “PROGETTO FRAGILE” si intende aprire una riflessione sulla condivisione sociale dell’ Arte tra categorie svantaggiate e fragili quali: disabili, bambini, anziani,  e operatori del settore educativo. Gia’ da due anni e’ attivo nel Comune di Cento il corso di formazione teatrale sul Teatro delle Differenze che vuole formare operatori aperti alla nuova sensibilita’ della scena artistica. Con questo evento il progetto intende restituire alla cittadinanza la propria identita’ poetica. Diversamente abili, giovani, attori, cittadini, operatori si  incontrano in una “scena della differenza.”

La fragilità, negli slogan mondani dominanti, è l’immagine della debolezza inutile, immatura e malata, inconsistente e destituita di senso. Al contrario proprio  nella fragilità si nascondono valori di sensibilità e di delicatezza,  di gentilezza estenuata e di dignità, di intuizione dell’indicibile e dell’invisibile che sono nella vita, e che consentono di  immedesimarci con più facilità e con più passione negli stati d’animo e nelle emozioni, nei modi di essere esistenziali, degli altri da noi.

Con questo progetto abbiamo previsto due eventi:
 
Sabato 14 Marzo alle ore 9,00 proponiamo una prima rappresentazione  rivolta agli studenti delle scuole superiori.

Qual è il senso di un discorso sulla fragilità? Quello di riflettere sugli aspetti luminosi e oscuri di una condizione umana che ha molti volti e, in particolare, il volto della malattia fisica e psichica, della condizione adolescenziale con le sue vertiginose ascese nei cieli stellati della gioia e della speranza, e con le sue discese negli abissi dell’insicurezza  e della disperazione.

 Alle ore 21,00 replica con uno spettacolo  “di sogni e speranza” rivolto al territorio.
 

 “Non nasce teatro laddove la vita è piena, dove si è soddisfatti. Il teatro nasce dove ci sono delle ferite, dove ci sono dei vuoti… È lì che qualcuno ha bisogno di stare ad ascoltare qualcosa che qualcun altro ha da dire a lui. ” Jacques Copeau

Ecco che il  Teatro diventa  un luogo magico. L’ Arte della Scena restituisce ai senza voce il proprio diritto di esistenza.

E il senso del Teatro sta nel farlo, nella relazione tra noi e “gli altri”, i cosiddetti diversi, nel costruire un luogo privilegiato dove potere stare insieme.

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