“tanta roba!”

Il titolo non è forse da premio letterario, ma rende bene.

Tanta roba, perché nel giro di pochissimo tempo abbiamo portato i nostri gruppi al Premio Giorgio Gaber, e li abbiamo fatti esibire a Pieve di Cento e alcuni anche a Bologna.
Tanta roba, perché  si è concluso il Corso di Teatro Sociale, e l’ultimo appuntamento di questo corso ha dato vita ad un evento davvero particolare, e speciale.

Tanta roba, durante il momento finale del Corso, aperto al pubblico:

qualcuno ha potuto vedere una bambina con una farfallina dipinta sugli occhi sedersi ad un tavolo composta, aprire un barattolo pieno di parole di Boris Vian, e creare poi con le parole e la colla una composizione tutta sua;
qualcuno ha potuto vedere la commozione delle persone che ascoltavano la narrazione della “zuppa di sasso”, o la melodia bambina dell'”acquarello” di Toquinho;
qualcuno ha assistito divertito alla “performance nella performance” di due bambini dentro un nido di fili colorati: si sono litigati con passione e destrezza una poesia racchiusa in un rotolino di carta legato con un nastro rosso!;
qualcuno ha gettato i suoi desideri in un “secchio” accogliente;
qualcuno ha ammirato ammutolito una giovane donna vestita di bianco stendersi su un tappeto di schizzi di colore, farsi accarezzare da loro e poi alzarsi con tutti i colori addosso;
qualcuno ha ascoltato rapito molte note, molti canti, molti racconti;
qualcuno è rimasto segnato dalla bellezza delle parole “recitate ballando” da una fanciulla posizionata tra le inferriate di una finestra, o di un’altra che ballava il tiptap;
qualcuno ha ammirato il coraggio di un clown che con una temperatura torrida ed un ombrello rotto passeggiava con un cappotto pesante;
qualcuno ha appeso i suoi sogni sui rami di un albero, mentre qualcun altro si è lasciato appendere ad un filo, con tanto di stampella infilata nella maglietta;
qualcuno ha pensato “però!” degli striscioni che scendevano dall’alto, di “tutte queste cose delicate”, dell’odore di caffè, dell’offertorio poetico;
qualcuno ha letto e ascoltato parole sparse, guardato fotografie ed immagini sparse, e in alcune ci si sarà probabilmente riconosciuto;
qualcuno ha visto quello che si vedeva, ma anche quello che forse c’era senza che fosse proprio evidente e messo in mostra;

e la lista potrebbe allungarsi – forse lo farà! – perché ne sono successe tante, perché è stata appunto tanta roba.

In molti si sono poi emozionati durante il momento corale dei libri, e hanno accolto con piacere di essere inclusi nella costruzione del “terzo paradiso“.

Abbiate un po’ di pazienza, e presto metteremo qualche foto dei vari ultimi eventi 🙂

Nel frattempo, un grazie forte e grande a tutti i partecipanti (di ogni evento e non solo dell’ultimo).
E un grazie enorme ad Alessandro ed Elena, che ci hanno insegnato tanto, ben guidato. ottimamente nutrito.

 

Apriamo le porte del nostro laboratorio!!!

A febbraio è partito il laboratorio di “Teatro Sociale e delle Diversità” organizzato a Cento (FE) da Raku-Siraluna e condotto da Alessandro Fantechi ed Elena Turchi della Scuola di Teatro Sociale di Firenze. Le adesioni sono state tante, e i partecipanti hanno seguito le attività proposte con grande entusiasmo.

La nostra abituale propensione alla condivisione ci ha fatto maturare la convinzione che questo entusiasmo va ora – appunto! – condiviso.
E quindi durante l’ultimo workshop intitolato “gioco – rito – festa” apriamo le porte del nostro laboratorio, e v’invitiamo a partecipare numerosi.

Cliccate sull’immagine qui sotto, scaricate il volantino allegato, unitevi a noi nella danza del sole (l’evento sarà organizzato all’aperto nel bellissimo giardino della Fondazione Zanandrea di Via Ugo Bassi 49 a Cento), e venite a trovarci domenica prossima alle 18.00. Vi aspettiamo 😀

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